Programma di Fuori Perimetro per i prossimi mesi

L’avvicinarsi della conclusione di questo difficile anno 2022 ci spinge a tirare le somme su cosa sia rimasto del movimento italiano No Green Pass. Al contempo, a distanza di quattro mesi dalla sua fondazione, occorre esplicitare quale sia il programma di Fuori Perimetro per il prossimo futuro.

Partiamo dalla situazione corrente. Dal 1 maggio 2022 l’obbligo del Green Pass sul lavoro è stato revocato. Nonostante l’obbligo sia sopravvissuto fino questi giorni per i visitatori di tutte le strutture sanitarie, insieme all’obbligo vaccinale per i loro dipendenti, il 1 maggio veniva a mancare la principale forza trainante del movimento. Per la maggior parte dei manifestanti lo scopo della protesta era venuto meno. Le manifestazioni sono proseguite per inerzia negli ultimi mesi primaverili, per poi dissolversi durante l’estate. Ma se il calo dell’attivismo nei mesi caldi può considerarsi fisiologico, lo stesso non si può dire dell’autunno, in cui il movimento ha proseguito verso la propria scomparsa.

Insomma, il movimento No Green Pass italiano è stato sconfitto.

Si possono elencare innumerevoli motivi alla base dei risultati deludenti della nostra mobilitazione. Ad esempio il grande frazionamento del movimento, che non ha permesso di coordinare le numerose realtà e di unire le forze, cosa diventata particolarmente evidente in occasione della tornata elettorale del 25 settembre. Parte del problema va cercato anche nell’erronea strategia di resistenza, incentrata quasi unicamente sul “corteo più lungo” come unico parametro di successo politico, senza comprendere che i cortei pacifici difficilmente rappresentano un pericolo. Ma la causa principale dell’insuccesso risiede nella natura stessa del movimento No Pass, che è appunto un movimento di scopo.

Il movimento giovanile che ha preso forma sotto il nome di Studenti Contro il Green Pass non è rimasto immune a questa dinamica disgregativa. I gruppi territoriali che un tempo ne componevano la rete stanno scomparendo uno dopo l’altro per i motivi sopra citati. Gran parte dei militanti sente di aver raggiunto il proprio scopo, essendo sopravvissuta al Green Pass e avendo evitato l’inoculazione del siero genico sperimentale. Lo stesso movimento nazionale è andato incontro a uno scisma che ha portato alla nascita, non senza polemiche interne, di Fuori Perimetro.

Per superare la natura “di scopo” del movimento, Fuori Perimetro ha sostenuto la necessità di una logica globale della resistenza. Ora ancor più di prima è fondamentale affrancarsi dal Green Pass come unico obbiettivo da combattere, trattandosi della mera manifestazione situazionale di un processo molto più ampio. Per amor di sintesi evitiamo di ripeterci in questo comunicato e rimandiamo direttamente al nostro Manifesto.

Accettazione della sconfitta

La riflessione sulla situazione attuale deve partire dall’assunto di base che il movimento No Green Pass è stato sconfitto. Occorre fare i conti con l’evidenza che non si tornerà più alla gloria dell’autunno 2021, indipendentemente da quanti sforzi vengano investiti per rianimare quello che è già un cadavere. L’orgoglio e la volontà di non veder perduti i grandi sacrifici fatti negli ultimi due anni non devono farci cadere in un circolo vizioso di negazione, che può solo moltiplicare la frustrazione e spingere ad aggrapparsi a metodi e nomi ormai inattuali.

La vita dei movimenti politici segue regole simili. Quando un movimento politico viene sconfitto, coloro che vi hanno preso parte condividono gli stessi stati d’animo: rabbia, depressione e disillusione nei valori della protesta, che a loro volta comportano l’allontanamento dalla politica, l’apatia e il rifugio nella routine, in cerca di una parvenza di quella normalità che caratterizzava la vita precedente la crisi. Si può fare poco al riguardo. Accettare la sconfitta significa comprendere che le proteste di piazza contro il Green Pass sono state una fase che si è conclusa per sempre. Altri movimenti di massa occuperanno le piazze in futuro, per altre ragioni e con altre parole d’ordine, ma noi non sappiamo quando. È perciò nostro compito sfruttare il tempo a disposizione per farci trovare pronti.

Pausa creativa

In questa fase, il lavoro di chi resta fedele all’impegno politico è tra i più difficili e ingrati. I vecchi metodi di lotta sono considerati ormai obsoleti e inefficaci, ma non ne sono ancora stati formulati di nuovi. L’attivista si trova completamente disarmato e circondato dalla generale apatia. Eppure è proprio da chi non si arrende che tutti gli altri si aspettano miracoli.

Fuori Perimetro vuole chiarire subito questo punto: non abbiamo alcuna velleità di rianimare la mobilitazione e anzi, siamo profondamente convinti che essa non debba ripartire adesso. Prima che un nuovo ciclo di proteste di piazza ricominci, sarà necessario ragionare adeguatamente sulle cause della sconfitta e sulle prospettive future, onde evitare di commettere nuovamente gli errori della realtà No Green Pass. È importante chiarire che l’obbiettivo di Fuori Perimetro non è rianimare tale realtà, ma traghettare la sua componente giovanile verso una nuova forma di esistenza e di resistenza.

E dunque, concretamente, cosa ha intenzione di fare Fuori Perimetro?

Coerentemente con quanto appena affermato, FP non si pone l’obbiettivo di promuovere mobilitazioni di piazza nel breve-medio periodo. Ciò non toglie che FP parteciperà e contribuirà attivamente all’organizzazione di manifestazioni insieme ad altri movimenti, laddove esse coincidano con i valori e i principi di FP espressi nel Manifesto.

In primo luogo Fuori Perimetro deve operare come un fronte intellettuale. Il vuoto ideologico caratteristico della nostra generazione, e purtroppo anche del fu Studenti contro il Green Pass, deve essere considerato un’imperdonabile debolezza e motivo di vergogna.

Fuori Perimetro, con le sue piattaforme social e il suo giornale online fuoriperimetro.com, si propone come arena di discussione per un grande dibattito teorico troppo a lungo rimandato. Consapevoli che, a fronte del grande pregio di mettere in relazione le persone lontane, i mezzi telematici siano stranianti e pongano molti ostacoli alla comunicazione, non dimentichiamo la dimensione “in presenza” del dibattito, già realizzata con successo in occasione dell’evento di Padova dell’estate scorsa. Un altro evento simile sarà organizzato all’inizio della primavera, con modalità che comunicheremo nel prossimo futuro.

Occorre quindi ripudiare la demagogia anti-intellettuale e assumersi l’onere di colmare il vuoto teorico imperante nell’associazionismo giovanile, comprendendo che il lavoro intellettuale è una responsabilità e un sacrificio e non un passatempo narcisistico. La discussione teorica è un passaggio fondamentale nella vita di ogni movimento. Arriva sempre quel momento in cui è assolutamente necessario fermarsi e ragionare su cosa è andato storto e cosa si può fare meglio. Per noi questo momento è ora, quando le piazze si sono svuotate e nessuno sarà in grado per un po’ di tempo di ripopolarle. Non si tratta di una fuga nel mondo delle idee, ma di un lavoro molto concreto per preparare il contrattacco. Detto in parole povere, una “pausa creativa”.

Coltivare i gruppi locali

Non meno importante del dibattito teorico deve essere la conservazione e lo sviluppo dei gruppi giovanili locali, gli unici in grado di mantenere una dimensione quotidiana e pratica della politica. A fronte del generale calo dell’attivismo, occorre salvare ad ogni costo quei gruppi d’azione che ancora esistono. Ove possibile bisogna favorire la nascita di nuovi. Per farlo bisogna sapersi adeguare alla situazione concreta che si presenta: in questo momento di calma riteniamo che Fuori Perimetro debba sospendere l’approccio movimentista di piazza e concentrare le proprie forze sulla crescita politica, culturale e spirituale dei suoi membri. All’interno del movimento Studenti Contro il Green Pass abbiamo assistito all’estrema volatilità degli attivisti, quando a numeri consistenti di persone su ogni territorio si è arrivati alla scomparsa di interi gruppi. Ciò succederà anche alla prossima crisi, se non sarà tracciata la giusta direzione. I movimenti di scopo vanno e vengono, ma a noi interessa costruire qualcosa che permanga nonostante le contingenze. FP deve perciò concentrarsi sulla costruzione di una struttura territoriale solida, coltivando le relazioni interne ai gruppi e quelle esterne ad essi. Questo è un presupposto fondamentale per farsi trovare pronti alla prossima crisi.

Pillole conclusive

Riassumendo, queste sono le proposte per il prossimo futuro:

  1. Compiere una riflessione sulla sconfitta e stimolare le realtà locali a compiere un’analisi simile;
  2. Dedicarsi a una “pausa creativa” per studiare e ricercare nuove forme di resistenza, elevando al contempo il dibattito culturale e intellettuale del movimento;
  3. Fornire supporto ai gruppi locali aderenti a Fuori Perimetro, sia nella loro crescita interna che nelle pubbliche relazioni con le altre realtà territoriali;
  4. Organizzare un incontro di dibattito dal vivo all’inizio della prossima primavera.

Come movimento giovanile, solo moderando le aspettative e valutando con oggettività le forze a disposizione si riuscirà a sopravvivere oltre la fine sconfortante di una grande mobilitazione quale è stata il movimento No Green Pass. Superata questa fase con ostinata pazienza, verrà anche il momento di riprenderci le piazze, dove tutto è nato e dove noi vogliamo tornare.

Direttivo provvisorio di Fuori Perimetro

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